IPPOPOTAMO

    NOME SCIENTIFICO: Hippopotamus amphibius
    DISTRIBUZIONE: Africa sud-sahariana con popolazione che si sporge fino alla valle del Nilo, ma non oltre Khartoum, in Sudan
    HABITAT: fiumi e laghi africani, può vivere fino ai 2000 m d’altitudine nelle zone interne, sopportando anche temperature che toccano gli 0°C
    CLASSE: Mammalia
    ORDINE: Artiodactyla
    FAMIGLIA: Hippopotamidae
    GENERE: Hippopotamus
    SPECIE: H. amphibius
    DIMENSIONI: altezza 1,50 m, peso da 1,4 a 3 tonnellate
    RIPRODUZIONE: i maschi diventano riproduttivi a 6-13 anni, mentre le femmine tra i 7 e i 15 anni; la gestazione è di un unico piccolo e ha la durata di 8 mesi; l’allattamento dura un anno e dopo 4 mesi, di riposo, la femmina torna ad essere disponibile all’accoppiamento; intercorrono così 24 mesi circa tra una gravidanza e l’altra
    STATO DI CONSERVAZIONE: vulnerabile
    DESCRIZIONE:

    La parola ippopotamo deriva dal greco e ha il significato di “cavallo di fiume”. Esistono solo due specie viventi di ippopotamo al mondo. Il suo ruolo in Africa è importantissimo sia per l’ecosistema che nella vita dell’uomo, perché parte integrante della cultura dei gruppi etnici. In tutti i territori in cui vive contribuisce alla sopravvivenza di altre specie, ad esempio spargendo il suo sterco concima le praterie e il fondo dei fiumi, da cui le creature acquatiche traggono giovamento: è comprovato che, laddove vi è presenza di ippopotami, è altrettanto abbondante la riproduzione dei pesci. Anche il fatto di brucare l’erba, impedendone una crescita eccessiva, contribuisce al controllo degli incendi in savana. In Africa è temutissimo dalla popolazione, che lo reputa più pericoloso di leoni e bufali per via del suo carattere decisamente irascibile! Può subire attacchi da coccodrilli e leoni, ma con elevato rischio di perdita della vita dei predatori stessi: negli anni ’60 un ippopotamo, alle foci del fiume S. Lucia, ha ucciso uno squalo Mako che lo aveva attaccato. Si tratta di un animale gregario, con la presenza di un maschio dominante che copre un territorio di 50-100 m sui fiumi e di 500 metri sui laghi che difende anche dai giovani della sua stessa specie. All’occorrenza i combattimenti possono essere tanto violenti da provocare ferite inferte dai lunghi canini. E’ un animale per lo più erbivoro, può nutrirsi di 40 Kg d’erba fresca al giorno, ma eventualmente può mangiare carcasse e talvolta andare incontro a fenomeni di cannibalismo. In caso di attacco può uscire dall’acqua e correre ad una velocità di oltre 30 Km/h. Ha una vita media di 30-40 anni.




    Ritorna agli animali